Alimentazione e malattie: “Allarme Rosso” è il titolo di un capitolo del libro “Il cibo dell’uomo”, scritto dal prof. Franco Berrino.

Scopo di quest’articolo è quello di fare un sunto di parte delle preziose informazioni, contenute al suo interno.

alimentazione e malattieIl capitolo inizia asserendo che “nella medicina tradizionale cinese le carni sono considerate gli alimenti tonificanti per eccellenza” ma “devono essere assunte con moderazione perché, essendo toniche, creano facilmente eccessi, stasi; una persona sana dovrebbe assumerne solo saltuariamente”.

Prosegue raccontando che “anche nella nostra tradizione medica le carni erano raccomandate, in tempi in cui il loro consumo era eccezionale (praticamente fino alla metà del secolo scorso), a chi doveva superare una malattia.

Poi, nella seconda metà del secolo scorso, il consumo di carne è cresciuto fino a minacciare seriamente la salute dell’uomo e del pianeta.

A fine ottobre del 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, annuncia di aver classificato il consumo di carni conservate come cancerogeno (es.: salumi) e il consumo di carni rosse come probabilmente cancerogeno per l’uomo.

Inutile dire che la notizia è stata presa molto male in ambiente economico, nonché sanitario e, quindi, giornalistico con titoli in prima pagina che, scrive giustamente nel libro, “riflettono ignoranza e conflitti di interesse”.

Cito alcuni dal libro:

  • La Repubblica: “La guerra dell’OMS a salsicce e salumi, provocano il cancro come le sigarette, gli oncologi frenano”
  • Il Corriere: “L’allarme sulla carne che divide gli oncologi
  • Il Giornale: “Carni e salumi cancerogeni: così la bufala è servita”.

Il Ministro della Salute annunciava:

Hanno elaborato un rapporto che si basa su indicazioni di abitudini alimentari anglosassoni in cui non è contemplata la dieta mediterranea…..mangiano malissimo e infatti l’incidenza del tumore al colon è il doppio che in Italia….non è la carne che fa male, sono le tecniche di cottura ad altissima temperatura a creare problemi.

E poi contorni grassi.

Quindi il prof. Berrino prosegue evidenziando che il ministro dovrebbe sapere che:

Già 25 anni fa un grande studio condotto in Italia riscontrava un’associazione significativa del cancro dello stomaco con il consumo di salumi, nonché di nitriti e di proteine, mentre una dieta ricca di vitamina C, di verdure e di olio di oliva era protettiva.

Il cancro dello stomaco è significativamente più frequente in Italia, specie in Emilia, Toscana e Umbria dove è più radicata la tradizione dei salumi, che in nord Europa.

Diversamente, il cancro dell’intestino era meno frequente in Italia che in nord Europa 40 anni fa, quando c’era ancora l’effetto della dieta mediterranea tradizionale”.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità dichiarava:

E ‘ una forzatura mettere la carne accanto alle sostanze cancerogene, …..un hot dog ogni tanto non ammazza nessuno”.

L’autore del libro risponde che non c’è alcuna forzatura in quanto il criterio dell’IARC è qualitativo; se ci sono prove solide che un prodotto causa tumori nell’uomo va classificato in classe I, cancerogeno per l’uomo, poi possiamo specificare se è più o meno pericoloso di altri prodotti.

Il Ministro delle Politiche Agricole invitava a “non generalizzare e cadere in allarmismi, mentre dobbiamo portare avanti il lavoro di educazione alimentare portato avanti nei sei mesi dell’Expo”.

L’autore del libro scrive di rimando: “Si riferisce forse ai salumi Beretta, alle patatine San Carlo, a McDonald’s e Coca Cola, tutti con ruoli importanti all’Expo”.

Tutti invitano alla dieta mediterranea, dove per “mediterranea” si intende che:

la carne rossa si può mangiare tranquillamente due volte la settimana, così come le uova (derivato degli animali), il prosciutto, il formaggio.

Poi ovviamente si deve aggiungere verdure, frutti, legumi e pasta.

In questo modo abbiamo creato la dieta mediterranea, la migliore del mondo”.

Il prof. Berrino risponde:

No cari amici, la dieta mediterranea tradizionale, quella definita patrimonio immateriale dell’umanità, non comprendeva le carni, se non in via molto eccezionale.

Rileggetevi il libro di chi per primo ha descritto la dieta mediterranea e ne ha coniato il nome: Ancel end Margaret Keys, How to eat well and stay well, the Mediterranean way (1975)!”.

Il Ministro della Salute rammenta che “il problema è che negli anni abbiamo dimenticato la nostra tradizione e tendiamo a mangiare sempre più cibi processati”.

Alla fine l’autore del libro:

Ecco, appunto, abbiamo dimenticato la dieta mediterranea tradizionale e abbiamo inventato piramidi farlocche tipo  La Nuova Dieta Mediterranea Moderna che prevede carni rosse fino a due volte la settimana e carni conservate una volta alla settimana, carni bianche due volte, uova tre volte la settimana e latticini 2-3 volte al giorno!!”.

Concludo elencando alcuni degli studi citati nel libro che ti danno l’idea di quella che è la cruda realtà, che tu lo voglia o no:

  • Gli epidemiologi dell’università di Harvard, fin dai primi anni 90 avevano dimostrato che il consumo quotidiano di carne bovina, suina e ovina è associato ad un rischio di cancro dell’intestino circa 3 volte più alto rispetto a chi ne mangia meno di una volta al mese”.

 

  • Nel 2005 i risultati del nostro grande studio EPIC (500.000 persone coinvolte nei primi anni 90 in 10 paesi europei) confermarono l’associazione, più marcata per le carni conservate, con un rischio del 20-30% in più per i consumatori abituali rispetto ai non consumatori/consumatori occasionali. Si stimò che il consumo quotidiano di 200 grammi di carne rossa (fresca o conservata) circa raddoppia il rischio di cancro colorettale rispetto a un consumo occasionale”.

 

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