Integrazione alimentare.

Ma come!

Mi trovo in un blog dove non si fa altro che parlare dell’alimentazione come via prioritaria per mantenersi in salute, prevenire o risolvere l’obesità così come altre malattie…..e adesso ci mettiamo a discutere di integratori?

In effetti ci ho messo un po’ a decidermi di scrivere su questo argomento, visto che porto spesso (e sposo in pieno), come fonti degli articoli di questo blog, personaggi come il dott. Franco Berrino, il dott. T. Colin Campbell ed altri, notoriamente poco favorevoli all’uso di integratori alimentari.

A loro dire, poco o per niente utili se messi a confronto con un’alimentazione varia a base di frutta, verdura, legumi, cereali, carboidrati integrali, pochi o niente cibi di origine animale e tenendo conto di quanto scritto in questo estratto di un mio vecchio articolo, da loro ispirato:

integrazione alimentare“Le sostanze che ricaviamo dagli alimenti che mangiamo sono coinvolte in una serie di reazioni orchestrate mediante complicati controlli, all’interno delle cellule del tuo organismo, decidendo quale sostanza nutritiva utilizzare, in quale quantità, dove e quando utilizzarla e, soprattutto, in relazione con quale altra metterla per produrre salute.

Ora, a fronte di questo, capisci da te che decantare le qualità benefiche di una singola vitamina, piuttosto che un singolo minerale o qualsiasi altro principio attivo, è un modo semplicistico di individuare la via verso la salute o il dimagrimento o la forma fisica.

Il tuo corpo si è evoluto in modo da saper utilizzare una complessa combinazione di reazioni, utilizzando certe sostanze chimiche dei cibi e scartandone altre, mettendole insieme in vario modo allo scopo di ricavare il massimo beneficio.”

D’accordissimo con loro, tant’è che sono la mia fonte d’ispirazione, appunto.

Allora, perché questo articolo?

Beh…generalizzando, devo dire che l’idea che integrare sia più un fatto di fede che un modo concreto e verificabile di migliorare la propria salute o la propria forma fisica, mi trova d’accordo.

Infatti, gli integratori tradizionali hanno da sempre forti limiti di verificabilità dei benefici (gli effetti sono piuttosto blandi), causa il fatto che normalmente ogni singola capsula apporta una singola vitamina o un piccolo numero di elementi nutrizionali, senza tenere conto dell’importanza che ha l’interazione tra più elementi nutritivi, caratteristica di un qualsiasi alimento in natura.

Se parliamo di integratori liquidi questo problema e meno evidente, ma ne subentra un altro che consiste nel fatto che il prodotto si ossida nel momento in cui lo apri bevendolo un po’ alla volta.

Ma il problema più grande e comune a tutti è la loro bassa biodisponibiltà (le capsule per prime), cioè la poca capacità di essere assorbiti dall’organismo e quindi di essere efficaci.

Quindi?

Forse, quando Berrino e Campell additano giustamente gli integratori come poco efficaci o addirittura inutili, non sono a conoscenza del fatto che esiste una nuova generazione di integratori che sono studiati e dotati tecnologicamente per andare incontro (risolvendole) alle problematiche fisiologiche di questi prodotti, appena elencate.

Di fatto, oggi esistono integratori in grado di contenere fisicamente un numero elevato di elementi nutritivi che interagiscono fra loro, alla stregua di un alimento naturale, nonchè di avere un’alta capacità di assorbimento da parte dell’organismo, caratteristica indispensabile perché risultino efficaci.

Lo dico per esperienza personale, avendo risolto già da alcuni anni un problema fisico che mi portavo dietro da tempo, semplicemente integrando con un prodotto naturale privo di conservanti, di coloranti artificiali, di glutine e di lattosio, ma soprattutto completo (no singoli elementi) e altamente biodisponibile.

La tecnologia è venuta in aiuto!

integrazione alimentare

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