Peperoncino industriale. Ti racconto una storia.

Un colpo di fortuna che può capitare, ad un’azienda alimentare che importa peperoncino, è ricevere da parte di un fornitore, l’offerta di uno stock di questa spezia ad un prezzo tale da mettere in difficoltà qualsiasi concorrente.

Soprattutto se il peperoncino in questione è di un bel colore rosso, il piccante c’è, ma senza essere troppo forte e, infine, presenta anche un sapore leggermente zuccherino.

Un prodotto perfettamente adatto ai gusti europei, cosa si può volere di più!

peperoncino industrialeTuttavia, il buon senso consiglierebbe di diffidare di un tal prodotto, economico e di qualità allo stesso tempo, troppo bello per essere vero.

Vien da se che, a maggior ragione, un professionista del settore non ha certo bisogno di analisi per accertarsene, perché sa benissimo che un prodotto che si presenta così bene dovrebbe costare almeno il doppio.

E sa che il poco piccante è dovuto alla presenza di poco peperoncino vero e più peperoncino esausto da cui l’olio essenziale, la capsaicina, è stato estratto.

Sa anche che il gusto leggermente zuccherino è dato da un edulcorante intenso come l’aspartame o la saccarina, in quantità rigorosamente bassa, ma sufficiente a nascondere un retrogusto sospetto senza che le analisi ne trovino traccia.

E sa che il colore è artificiale.

A conti fatti, acquistato lo stock e immesso sul mercato, le vendite vanno a gonfie vele.

Compresa la vendita degli stock successivi.

Fino a quando il giochino si rompe perché si viene scoperti dall’autorità.

Scoprendo così che il colore artificiale è ottenuto con un colorante, magari un colorante chimico, magari del tipo Sudan rosso, normalmente usato per dare una luccicante tinta rossa alle vernici o per ottenere il caratteristico colore del diesel.

Ora penserai che quest’azienda avrebbe dovuto cercare prima ciò che non andava, ma devi capire che l’azienda non voleva assolutamente sapere la natura della truffa, perché saperlo l’avrebbe resa complice, mentre così è vittima.

E così la vita scorre tranquilla fino alla successiva offerta di un nuovo stock di peperoncino, da parte di un altro fornitore furbo.

Occasione da non perdere, ma questa volta l’azienda fa prima tutti i controlli.

Anche questa volta il prodotto è ok, ma il prezzo è sospettosamente a buon mercato.

Mah…vuoi vedere che questa volta è vera fortuna!

E l’azienda decide di procedere a vele spiegate con grandi soddisfazioni di fatturato.

Ma poi si rende conto che le analisi erano…troppo buone, e la cosa potrebbe insospettire anche un ispettore antifrode.

Infatti il peperoncino risulta quasi sterile, senza il minimo batterio, senza la minima muffa, il che è possibile solo attraverso un sistema: la ionizzazione.

Il che non è vietato, ma deve essere dichiarato sulla confezione: nessuno comprerebbe un prodotto irradiato.

Soluzione: l’azienda decide di “sporcare” il peperoncino mischiandolo con del peperoncino cinese non molto pulito microbiologicamente, così le analisi saranno….meno buone.

Ora si che c’è la quadra!!

 

Fonte: “Siete pazzi a mangiarlo” di Christophe Brusset.

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